La fabbrica del cristallo

La Livellara, nella sua storia, si è sempre affacciata al momento contemporaneo vivendo le trasformazioni culturali, sociali, industriali del nostro secolo in un mescolarsi di tecniche, di alchimie, di arte, di abilità manuale, di sapienza antica, di recenti scoperte, di progettualità e di professionalità, in un rigorosissimo rispetto, pur nell’azzardo di reinterpretazioni tecniche, della natura della materia, delle sue caratteristiche, della sua dignità.

Rimangono, così, nella storia, opere di straordinario equilibrio tra conoscenza e invenzione, tra esperienza e freschezza, tra metodologia progettuale e fantasia, eccezionali per il rispetto di una materia affascinante e difficile, antica e sempre viva, mai casuale e sempre generosa, che nasce, trasparente, leggera e luminosa, guidata senza violenza, dalla mano dell’uomo.

Vetro, cristallo, un amore grande, un amore folle, trascinante, possessivo, faticoso, terribile per questa materia straordinaria, antica, viva, sensuale e decisa, che non perdona, ma che affascina e lega come le belle maghe, come le maliose streghe che hanno bevuto alla fontana della giovinezza. Veneziano, vissuto in un contesto in cui la storia della mia città è anche storia di vetro, crescendo in un rapporto tra tecniche e sapienza antiche da un lato e creatività contemporanee dall’altro, mi sono ritrovato, quasi naturalmente, a mettere la matita sul vetro ancora giovanissimo. E questa esperienza, cresciuta fino a passione, amore, rispetto è rimasta, in questi trent’anni, come una presenza fisica costante nel mio lavoro che pur mi ha portato a sondare altri campi e moltissimi altri materiali. Cristallo e rispetto. Vetro e culto, leggenda. E, come nelle leggende, la malìa del vetro nasce, racconta Plinio il Vecchio, presso la foce del fiume Belus, dal fuoco di naviganti Fenici sbarcati con il carico di natron sulla sabbia silicea del fiume stesso. Un’origine leggendaria che, però, accentua la nota alchemica di questa materia che nasce casuale dal fuoco e dalla terra, in un luogo solitario, quasi come gli spiriti dei boschi, della terra, dei fiumi.

Da allora, da sempre, il vetro e dil cristallo sono ricerca di equilibrio tra la terra d’origine, il fuoco che li trasforma in massa liquida e l’aria che li gonfia, dando loro la forma. E, quasi senza accorgercene, siamo arrivati ai quattro elementi fondamentali della natura: la terra, il fuoco, l’acqua e l’aria che sono tutti presenti e che, con il loro equilibrio, costituiscono l’enorme fascino di questa materia. In questo spirito e in questa logica Livellara, oggi, mi conduce, unendo le nostre storie, a visitare e a percorrere quella sottile linea di demarcazione tra il vetro più tipicamente muranese e il “suo” cristallo al piombo, generato dal fuoco, fluido come l’acqua, forte come la terra e trasparente come l’aria, alla ricerca serena di una nuova progettualità nell’equilibrio degli elementi naturali.

Marchi distribuiti
La storia, il materiale

La ditta Livellara nasce nel 1923 a Gorizia. Sono i primi anni dopo la grande guerra e sono in atto profonde trasformazioni della società. La Livellara nasce come azienda commerciale, con attività e interesse rivolto verso gli articoli per la casa, con particolare attenzione per la porcellana, che resterà sempre un grande amore, e per il vetro, importato dalla Cecoslovacchia. La Ditta si impone così sul mercato italiano, avvalendosi di quello stile di serietà che, ancora oggi, la contraddistingue.

Con l’avvento dei principi autarchici in Italia, la Livellara si trova, nel periodo precedente la seconda guerra mondiale, a dover far ricorso a fonti di approvigionamento nazionali. Diventa così cliente, per la produzione in esclusiva, delle Conterie e Cristallerie Muranesi. Con la fine della guerra e con la ripresa dell’economia, la Livellara si trova in grave difficoltà a riallacciare i contatti con le vetrerie cecoslovacche, sguarnite di gran parte dei vetri e in grande crisi. La Ditta Livellara, trovandosi a perdere una grossa fetta dei rifornimenti, affitta prima e acquista subito dopo le Conterie Muranesi.

Siamo nel 1946: il momento in cui si stabilisce e si codifica quella che sarà la filosofia progettuale dell’Azienda: la produzione di un cristallo “diverso” dal tradizionale cristallo inglese o boemo, una lavorazione basata sulla mano dell’uomo, non sulla macchina, un cristallo “leggero”, aereo, lavorato, spesso, in spessori sottili, un cristallo che risente, e risentirà sempre, di una tecnica di lavorazione molto più vicina alla tradizione muranese che alla logica conosciuta del cristallo. Un cristallo, in definitiva, per filosofia, per tecnica, e per tradizione, decisamente unico. Nel 1952, a conclusione dell’esperienza muranese che, come abbiamo detto, segnerà per sempre la tecnica produttiva della Ditta, la Livellara, che ha mantenuto una sua parte attiva come Azienda Commerciale, si sposta a Milano.

La prima sede milanese, in viale Certosa, rimane attiva fino al 1964 quando la Livellara si sposta nell’attuale sede, in via Bovisasca, acquistando le strutture di un ex-oleificio, il Balestrini, ed entrando così, con sede amministrativa, magazzino, forni, tempere, maestri vetrai in un interessantissimo edificio, testimone di quella che, oggi, possiamo chiamare archeologia industriale, frutto di una cultura e di un’epoca che ci riporta alle origini della Ditta.

Ci sembra importante, infine, sottolineare che la Livellara, in forza delle proprie capacità, della rigorosa selezione dei pezzi, dello standard elevatissimo di qualità che ne consegue, si pone decisamente al vertice nel campo della prestigiosa produzione delle cristallerie da tavola.